
Accedi con Google: cosa succede davvero quando lo usi?
Ti capita sempre più spesso di arrivare su un sito e trovare il pulsante “Accedi con Google”. Fai un clic e sei dentro. Comodo, certo. Ma viene subito un dubbio: “Adesso quel sito può vedere tutto quello che ho su Google?”
Nella maggior parte dei casi, no.
Il sito vuole sapere solo chi sei
Quando scegli “Accedi con Google”, Google verifica la tua identità e comunica al sito alcune informazioni di base, come il tuo nome, il tuo indirizzo email e, se previsto, la foto del profilo.
È un po’ come presentarsi all’ingresso con un documento: Google conferma chi sei, ma non consegna al sito le chiavi di casa. La tua password Google non viene comunicata al sito. E nemmeno i codici dell’autenticazione a due fattori o le passkey.
Autenticazione e autorizzazione: non sono la stessa cosa
Qui sta la differenza più importante.
Autenticazione significa: “Google conferma che sei proprio tu.”
Autorizzazione significa invece: “Permetti a questa applicazione di accedere a determinate informazioni.”
Sono due cose diverse. Se usi semplicemente “Accedi con Google”, il sito normalmente riceve le informazioni necessarie per riconoscerti e creare il tuo account. Se invece un’app ti chiede, per esempio, di leggere Gmail, accedere a Google Drive o vedere il calendario, sta chiedendo permessi aggiuntivi. In quel caso Google ti mostra quali autorizzazioni stai concedendo.
E la posta? E i documenti?
Il semplice accesso con Google non dà automaticamente al sito la possibilità di leggere Gmail o Google Drive. Per farlo servono permessi specifici e devi autorizzarli.
È quindi importante non confondere il pulsante “Accedi con Google” con un generico “entra nel mio account Google”. Sono due cose molto diverse.
Che cosa succede davvero dietro quel pulsante?
Dietro le quinte entrano in gioco tecnologie come OpenID Connect e OAuth 2.0. Detto in modo semplice: Google manda al sito una sorta di “biglietto digitale” che permette di verificare la tua identità.
Il sito può poi creare una propria sessione e ricordarsi che sei tu, senza conoscere la tua password Google.
Quindi possiamo stare tranquilli?
“Accedi con Google” è stato progettato proprio per evitare di dover creare una nuova password per ogni sito. Ma vale sempre una regola semplice: prima di autorizzare qualcosa, guarda cosa ti viene chiesto. Se un’app vuole soltanto sapere chi sei, è una cosa. Se vuole leggere la posta, i file o altri dati personali, è un’altra.
Insomma, quel pulsante non consegna automaticamente le chiavi di casa. Al massimo, nella situazione normale, dice al sito: “Google ha verificato che questa persona è proprio lei.”
E già questa è una bella differenza.
